
L'Arena di Verona è il più grande teatro operistico del mondo e come tale, nel 2010, presenta una stagione composta da 5 titoli tra i più amati e rappresentativi del nostro patrimonio artistico, con 48 recite complessive , distribuite tra metà giugno e fine agosto.
Il bilancio 2009 si è chiuso con 500.000E in attivo, quasi un miracolo, considerando il pauroso buco creato dalle precedenti gestioni, al limite della bancarotta.
Franco Zeffirelli lancia il suo appello "Detassare l'Arena...chi tiene viva la fiaccola della cultura deve avere incentivi dalla Stato". Ancora una volta il grande regista è nel giusto.
Dopo mesi di polemiche e manifestazioni contro il decreto-Bondi, con i teatri in agitazione e le orchestre in piazza, finalmente una proposta concreta e puntuale.
Non è infatti il decreto Bondi la fonte di ogni male, ma la spaventosa mala gestione dei teatri e delle Fondazioni attuata negli ultimi venti, trenta o più anni, fatta di sperperi inauditi,svariate produzioni costose e orrende, tangenti e soldi al nero elargiti un pò ovunque, contratti e fatture gonfiate. Per molti operatori del settore i teatri d'Opera italiani sono diventati un pericoloso "stipendificio" e in un periodo di crisi nera ciò non può essere, comunque. Sarà utile iniziare a compiere un profondo atto di coscienza e di revisione, su come sono stati gestiti e da chi i teatri e le fondazioni italiane.
La cultura tuttavia va incentivata e non penalizzata. La detassazione delle Fondazioni virtuose è un provvedimento che andrebbe attuato subito, senza nemmeno pensarci su due volte.
Franco Zeffirelli mantiene il suo spirito battagliero e ci ricorda che l'Arena di Verona è patrimonio dell'umanità, così come l'Opera, ed è un bene anche e soprattutto ITALIANO. In anni immediatamente precedenti, nonostante la presenza di Zeffirelli sia stata costante e assidua, abbiamo assistito a un lento decadimento di questo eccezionale arengo operistico. L'Opera nasce ed è grandiosa nella sua stessa essenza, perché grandiose sono le emozioni che produce, grandiose e magniloquenti le arie e le vicende drammatiche espresse, grandiose le scene, i costumi. Zeffirelli è stato per anni, direi decenni, attaccato per i suoi presunti "eccessi"....e cos'è l'Opera se non eccesso???
Con il risultato di aver dovuto assistere, anche a Verona, alle terrificanti sperimentazioni , talvolta puramente demenziali, di registi affatto amanti dell'Opera ma piuttosto amanti di sé stessi e dei loro fantasmi interiori. Così abbiamo visto un gigantesco pupazzo (alto tre metri) saltellare attorno a José Cura in Turandot (simboleggiava un circense boia!), una Traviata con Mariella Devìa truccata da Gian Burrasca, un Nabucco con Nucci totalmente struccato a cavallo d'un pony , quando decenza avrebbe richiesto quanto meno un solido maremmano!
Nello stesso Nabucco la Guleghina (Abigaille) apparve a metà strada tra Maga Magò e Crudelia Demon , mentre in un altro Nabucco, costosissimo e di quasi impossibile realizzazione scenica (tant'è che il progetto iniziale dovette essere dimezzato quasi, nelle sue dimensioni per essere posto in palcoscenico) , Coro, Solisti e Comparse dovettero più volte danzare la macarena. Il Nabucco, a quanto pare, è un'opera comica.
Risultato? Pubblico sempre più scarso e disamorato, introiti crollati drasticamente, DEFICIT.
L'Arena giunse a sfiorare la bancarotta.
Questa è la stagione del rilancio . Io mi auguro che spalti e platea siano gremiti ogni sera. Chi non ha mai assistito a uno spettacolo in Arena ha rinunciato a parte delle grandi sensazioni che la vita riserva. Un grande augurio da parte mia al grande Franco Zeffirelli, indomito alfiere e ultimo rappresentante d'un 'epoca in cui l'Opera si amava per la sua forza, la sua bellezza, la sua magìa.

Zeffirelli: «Niente tasse per l'Arena»
Presentato l'88° festival areniano, che inizia venerdì prossimo con la Turandot e sarà interamente dedicato a Franco Zeffirelli, che firma la regia e le scene delle cinque opere (oltre a Turandot, Aida, Madama Butterfly, Carmen e Trovatore."
L’88° Festival lirico dell’Arena sarà interamente a firma Franco Zeffirelli. «Regista icona della lirica» come lo ha definito il sovrintendente della Fondazione Arena Francesco Girondini, Zeffirelli firma regia e scene delle cinque opere, che si alterneranno per 48 recite dal 18 giugno al 29 agosto. La stagione è stata presentata oggi dal sindaco Flavio Tosi, dal direttore artistico Umberto Fanni, dal presidente della Provincia Giovanni Miozzi, dall’assessore alla cultura del Comune Erminia Perbellini. La prima sarà venerdì 18 giugno con Turandot di Puccini, in un nuovo allestimento di Zeffirelli ed con i costumi del Premio Oscar Emi Wada. Fra gli interpreti principali Maria Guleghina (Turandot), Tamar Iveri (Liù), Marco Berti (Calaf) e Carlo Cigni (Timur). I complessi artistici areniani sono diretti da Giuliano Carella, che ha sottolineato come «per un veronese come me aprire il Festival areniano è il punto più alto della carriera». Il secondo titolo della stagione sarà Aida di Verdi, in scena il 19 giugno, con Daniel Oren sul podio, regia e scene di Zeffirelli, costumi di Anna Anni. Interpreti principali: Amarilli Nizza (Aida), Piero Giuliacci (Radamès), Dolora Zajick (Amneris), Ambrogio Maestri (Amonasro). La terza opera, Madama Butterfly di Puccini, debutterà il 26 giugno, sotto la direzione di Antonio Pirolli, con regia e scene di Zeffirelli e costumi di Wada. Interpreti principali: Hui He (Cio-Cio-San), Carlo Ventre (F.B.Pinkerton), Gabriele Viviani (Sharpless) Seguirà Carmen di Georges Bizet, sul podio Julian Kovatchev, con Anita Rachvelishvili (Carmen), Marcelo lvarez (Don Josè), Mark S. Doss (Escamillo), in scena il 10 luglio. L’ultima opera, il 7 agosto, sarà Il Trovatore di Giuseppe Verdi, diretto da Marco Armiliato con Marcelo Alvarez (Manrico), Sondra Radvanvosky (Leonora), Dmitri Hvorostovsky (Il Conte di Luna).

«Se c’è una traccia di cultura da salvaguardare lo si deve all’opera, che qui è nata, e l’opera a Verona aiuta i sogni». Lo ha detto Franco Zeffirelli in occasione della presentazione dell’88° Festival areniano, a Verona. «L’Arena di Verona non dovrebbe pagare tasse! - ha aggiunto il regista -. In fondo il pubblico che partecipa alle opere spende dei soldi che dovrebbero essere reinvestiti nell’Arena. I politici dovrebbero stare lontani dai fatti d’arte». «Voglio ringraziare e dare atto - ha detto ancora - dell’ottimo lavoro di promozione fatto dal sindaco Tosi e dal sovrintendente Girondini che mantengono alta la visibilità dell’Arena e sempre viva la torcia della lirica». «Anche grazie a una serie di attività collaterali, come il Galà con Antonella Clerici, questa stagione - ha detto Tosi - parte sotto i migliori auspici, le prevendite vanno decisamente meglio dell’anno scorso». «Il gala del 6 giugno in diretta su Raiuno, organizzato con ArenaExtra, è stato un grande spot per il festival - ha aggiunto Girondini -. Mi auguro che, in questo momento di difficoltà economico, ne possa beneficiare tutto il mondo della lirica. Quest'anno ci saranno 48 serate e nel prossimo saranno 49 ed è un buon segnale».

Una nota critica di Daniela Dessì (soprano)
Meno male che c'è Zeffirelli a ricordarci che l'Arena è patrimonio dell'umanità.... d'altra parte per quale motivo non dovrebbe farlo visto che è l'unico teatro al mondo che mette in scena 5 dei suoi spettacoli in una sola stagione... questo non è un eccesso???!!!
Rispondo:
Daniela, è tutta una questione di "mode" e ,come diceva Lord Brummel, segue la moda chi non sa vestirsi da solo.Sai bene che l'Arena di Verona, in anni passati, ha messo in scena spettacoli seguendo i malvezzi di area germanico-svizzera. Caso paradossale, proprio i tedeschi, che per il 50% occupano gli spazi areniani, hanno decretato con fischi e con la loro assenza (assai più grave dei fischi perché crea incassi miserandi) il fiasco di simili esperimenti. Tutto qui. Ora si torna al vecchio sistema, almeno lì: vediamo come andrà a fine stagione,quando avremo la somma degli introiti e delle spese a confronto.
Prima della trasmissione con la Clerici c'è chi sparava a zero, lanciando anatemi. Ora, le lodi sono state superiori agli insulti: con 1 italiano su 5 che ha seguitoi il programma da capo a fondo. Aspettiamo anche in questo caso la fine dei giochi e poi valutiamo i risultati.
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